L'edificio detto Palazzo
Già nel XVIII secolo, l’edificio che ospitò il Teatro Ducale aveva alle
spalle una lunga e illustre storia. I primi proprietari di questa importante
costruzione furono i Griffi, che ricoprirono un ruolo centrale nella vita
cittadina particolarmente fra il XIV e il XVIII secolo. Fu per volontà di
Ambrogio Griffi che nel XV secolo venne eretto l'edificio. Per moltissimo tempo
fu reputato uno dei migliori della città tanto che i varesini lo indicavano
come "il Palazzo". Purtroppo, oggi ne sopravvive soltanto una finestra
a bifore ornate ricostruita su un lato della parete esterna della cappella di
Villa Mirabello.
Molti furono i suoi proprietari: dai Griffi ai Vestarini, dai Visconti ai Besozzi e quindi al marchese Casnedi. Nel 1734 lo stabile venne trasformato in monastero dai frati dell’ordine dei Gerolimini, così chiamati per la loro dedizione alle regole ascetiche di San Girolamo.
In seguito all'abolizione di tutti gli ordini minori, il monastero venne ceduto all’Ospedale de’ poveri di Varese e quindi adibito a teatro cittadino per volontà del duca Francesco III (vedi Origini del Ducale). Il contratto d’affitto, stipulato dall’Ospedale nel 1778 con tali Giovanni Fontana e Ottavio Torelli, sotto la diretta supervisione dello stesso Francesco III, prevedeva che alla sua scadenza, fissata per il 1790, l’edificio tornasse sotto la diretta gestione dell’Ospedale; la qual cosa puntualmente avvenne, nonostante l'opposizione degli stessi impresari che vedevano così vanificarsi tutti i loro investimenti.
Nel 1792 lo stabile venne acquistato dal Comune che lo adibì a caserma. Da allora in poi i varesini lo indicarono come "il quartiere". Più tardi, in seguito alla sua demolizione avvenuta nel 1867 per dar luogo alla nuova piazza del mercato (oggi Piazza Repubblica), i varesini introdussero l’appellativo di "Caserma vecchia".
Dove si trovava questo edificio? Il monastero dei Gerolimini era a sud-est della città, nella squadra di San Dionigi comprendente i quartieri meridionali del borgo e la castellanza di Bosto.
Dall’esame delle antiche mappe del catasto di Maria Teresa d’Austria, assai precise anche sotto il profilo metrico, è possibile stabilire l’esatta ubicazione del convento: esso si affacciava per un lato sulla "Strada Milanese" (l’attuale via Manzoni), per un altro su piazza Repubblica e per i restanti due su di un vicolo oggi scomparso, che univa detta piazza con la "Strada del dazio", ossia con la via Dazio Vecchio.
Ai varesini, diremo che il Teatro Ducale sorgeva di fronte alla Caserma Garibaldi, ma sul lato opposto della piazza, davanti all’edificio che un tempo ospitava il bar "Firenze" (sostituito dal nuovo Centro Commerciale), all’incirca là dove oggi si trova una rivendita di giornali.
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Illustrazioni:
Varese nel '700 secondo una mappa del catasto di Maria Teresa. Cerchiato, in basso a destra, è il monastero dei Padri Gerolimini.
